lunedì 15 ottobre 2018

Scriveva Wittgenstein nel Tractatus Logico-Philosophicus su Etica ed Estetica

Etica ed estetica son uno.   
Ludwig Wittgenstein

Disse Paolo VI nel Messaggio ali Artisti nel Concilio Vaticano II a proposito di bellezza

Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione.

Papa Paolo VI

lunedì 13 agosto 2018

Scriveva l'Abate Dinouart su tacere e parlare.

Il primo grado della saggezza è saper tacere; il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso; il terzo è saper parlare molto, senza parlar male ne troppo.
(da L'Arte di Tacere di Abate Dinouart)
(Escher)

martedì 5 giugno 2018

Diceva Che Guevara sulla tenerezza

“Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza.”
                            Ernesto Che Guevara

lunedì 15 gennaio 2018

Disse Martin Scorsese sul Cinema

Il Cinema è una questione di ciò che sta nell'inquadratura e ciò che rimane fuori

(Cinema, is a matter of what’s in the frame and what’s out) 
Martin Scorsese


martedì 5 dicembre 2017

Scrive Zygmunt Bauman in Capitalismo Parassitario sul "debitore ideale"

"Un debitore ideale è uno che non ripaga mai interamente il proprio debito. Gli individui che hanno un libretto di risparmio ma nessuna carta di credito sono visti come una sfida alle abilità di marketing:  <<terre vergini>> che invocano di essere sfruttate con profitto"
Zygmunt Bauman


martedì 28 novembre 2017

Scriveva Immanuel Kant sulla stupidità e osservava Luca Scaravelli sul difettare di secunda Petri


La mancanza di capacità di giudizio è propriamente ciò che si chiama stupidità, e contro tale difetto non c’è assolutamente rimedio. Un cervello ottuso o limitato, cui non manchi nulla se non una misura conveniente di intelletto e una precisione nei concetti dell’intelletto, può certo agguerrirsi con lo studio, sino a raggiungere anche l’erudizione. Tuttavia, poiché in tal caso manca di solito altresí il giudizio (secunda Petri), si incontrano non di rado uomini assai eruditi, che nell’uso della loro scienza lasciano spesso scorgere quel difetto giammai emendabile.
Immanuel Kant

Abbiamo o non abbiamo il diritto di cadere in difetto di secunda Petri? Cioè a dire: posso io, o, meno modestamente, può un tizio qualunque permettersi d’essere non dico proprio cretino, ma almeno grullo o scemo? Non mi riferisco con questa domanda a ciò che è de facto. La natura, madre generosa, si mostra in questi casi di una fertilità tropicale così lussureggiante da superare ogni immaginazione. Mi riferisco solo a ciò che concerne il problema de iure.
L. Scaravelli, Osservazioni sulla “Critica del Giudizio